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What’s up for August? Perseids shower!

Wednesday, August 4th, 2010

What’s up for August? Sciame di meteore!

[Sotto il post in Italiano]

How could you not find the awesome videos from NASA JPL interesting? The video of the “What’s Up” series for this month is – obviously – “What’s Up for August”? Meteor showers in the Perseus constellation will be visible with a peak on August 13! And Jupiter will be visible this month, too!
You know what? No one tells it better than Jane Houston Jones. So, here is the video!

Come non trovare i fantastici video della NASA JPL interessanti? Il video della serie “What’s Up” di questo mese è – ovviamente – “What’s Up for August“? Uno sciame di meteore nella costellazione Perseo sara’ visibile per tutto il mese, con un picco il 13 di Agosto! Ed verso la seconda metà del mese anche Giove apparirà nel cielo notturno!

Ecco la trascrizione in Italiano della narrazione.

Ciao e benvenuto. Sono Jane Houston Jones al Jet Propulsion Laboratory della NASA in Padadena, California.

Se non hai mai visto uno sciame di meteore, le Perseidi di questo mese sono una perfetta introduzione.

Organizza una vacanza estiva il Giovedi sera 12 agosto. Potrai cominciare a vedere le meteore dalle 23:00 circa, ma ci sara’ un incremento verso l’alba.

Lo sciame di meteore delle Perseidi è chiamato così per la costellazione di Perseo. E le meteore sembrano provenire vicino a questa costellazione nel cielo a nord-est.

Quest’anno lo sciame avverrà in una notte senza luna, così sarai in grado di vedere alcune delle veloci, luminose meteore.

Gli sciami di meteore sono detriti di una cometa di passaggio, o a volte detriti di un asteroide frammentato. Le comete si formano originariamente nel freddo del sistema solare esterno, mentre la maggior parte degli asteroidi rocciosi si formano nel più caldo sistema solare interno tra le orbite di Marte e Giove.

Quando una cometa si avvicina al sole, la sua superficie ghiacciata si riscalda. Questo fa sì che le nubi di gas, polvere e roccia vengano rilasciate, formando una coda di detriti che si estende per milioni di chilometri. Quando la Terra passa vicino a questa coda, alcune delle sue particelle colpiscono la nostra atmosfera. Queste bruciano e noi vediamo il risultato come meteore.

NASA genera previsioni di scaimi di meteore per prevenire potenziali rischi ai veicoli spaziali lanciati in orbita attorno alla Terra.

Vedrai le Perseidi per tutto il mese, prima e dopo la mezzanotte. Ma il migliore spettacolo pirotecnico sarà nelle prime ore di Venerdì mattina 13 agosto.

La missione dell’Agenzia Spaziale Europea Rosetta ha volato vicino all’asteroide Lutetia il mese scorso ed ha trasmesso bellissime immagini di questo mondo martoriato.

Ora Rosetta sta per inviare un lander su una cometa.

La sonda della NASA Deep Impact EPOXI è in missione estesa per studiare e ricercare pianeti in orbita attorno a stelle lontane. Ma prima, agli inizi di novembre di quest’anno, volerà attorno alla cometa Hartley 2.

La missione della NASA Stardust NExt volerà vicino alla cometa Tempel 1 nel 2011. E la missione Dawn arriverà all’asteroide Vesta nel 2011, ed al pianeta nano Cerere nel 2015.

Nonostante le ricorrenti email bufale che dicono che Marte sarà grande e luminoso nel cielo questo mese, il pianeta apparirà come un fioco, rossastro oggetto vicino a Venere e Saturno solo al tramonto.

Giove brillerà come un faro in alto nel cielo prima di mezzanotte.

Attraverso un telescopio si potrebbe essere in grado di vedere Urano nelle vicinanze.

Potete saperne di più sulle missioni NASA a www.nasa.gov

Questo è tutto per questo mese. Sono Jones Houston Jane.

Through the Wormhole

Wednesday, June 9th, 2010

Tonight a new series premieres on the Science Channel at 9 10pm ET, called “Through the Wormhole”. The narrator is Morgan Freeman.
Apparently the series will cover a broad range of topics, including black holes, string theory, planet colonization and so on. Don’t miss it.

How black holes are ‘awakened’

Monday, May 31st, 2010

Come vengono i buchi neri ’svegliare’

[Sotto il post in Italiano]


Data from Swift satellite has helped finding the solution to a mystery that puzzled astronomers for decades: why do only about 1% of supermassive black holes in the center of galaxies emit large amount of energy?

Here is some background: A black hole, defined accordingly to Einstein’s theory of general relativity, is a region of space from which nothing can escape, not even light. A black hole is the result of the death of a massive star, which ended up being compressed so tightly that it deformed spacetime and created an extremely strong gravitational field. As gas and matter fall in the gravitational well of the black hole, a disc-like structure is created. The gas in the inner regions becomes so hot that emits vast amounts of radiation (mostly X-rays), which can be detected by telescopes.

A supermassive black hole is the largest type of black hole in a galaxy, and its mass can vary from hundreds of thousands to billions times the mass of the Sun. Astronomers have found evidence of supermassive black holes in the center of galaxies. One of them, with more then 4 million solar masses, being at the center of our own Milky Way galaxy.

Hope you are still there. Now back to the original question. Why only a tiny percentage of supermassive black holes emit a lot of energy? The answer, as it turned out, is that such black holes “turn on” this vast release of energy when their respective galaxies collide. A demonstration of the phenomena can be seen in the computer simulation video below, showing the collision of two spiral galaxies with supermassive black holes at their respective centers.

As explained in this page from the Carnegie Mellon University, “when the galaxies and their black holes collide a quasar is ignited which expels most of the gas in a strong wind”. What’s left is a new galaxy with little gas and a large supermassive black hole.

So, when galaxies are colliding, their central supermassive black holes are ignited and emit large amounts of radiation.  And since only a small percentage of the galaxies observed are colliding, only a small percentage of the central supermassive black holes emits a lot of energy.

This blog post from Universe Today has more details and insights about the study.

Dati dal satellite Swift hanno aiutato a trovare la soluzione ad un mistero che ha perseguitato gli astronomi per decenni: perché solo l’1% di buchi neri supermassicci al centro delle galassie emettono grandi quantità di energia?

Prima della risposta, un po di definizioni: un buco nero, definito in base alla teoria della relatività generale di Einstein, è una regione di spazio da cui nulla può sfuggire, nemmeno la luce. Un buco nero è il risultato della morte di una stella massiccia, che ha finito per essere compressa in modo così stretto da deformare lo spazio-tempo attorno ed a creare un campo gravitazionale estremamente forte. Io lo immagino come un pozzo o un ripido imbuto gravitazionale. Quando gas e materia cadono nel buco nero, si viene a creare una struttura a forma di disco. Il gas nelle regioni interiori diventa così caldo che vengono emesse grandi quantità di radiazioni (per lo più i raggi X), che possono essere catturate da telescopi.

Un buco nero supermassiccio è il più grande tipo di buco nero presente in una galassia, e la sua massa può variare da centinaia di migliaia a miliardi di volte la massa del Sole. Gli astronomi hanno trovato prove di buchi neri supermassicci al centro delle galassie. Uno di loro, con più di 4 milioni di masse solari, si trova al centro della nostra galassia, la Via Lattea. L’energia che emettono può ovviamente essere immensamente più grande della quantità di energia emessa da un buco nero “regolare”.

Spero che siate ancora lì. Ora, tornando alla domanda iniziale. Perché solo una piccola percentuale di buchi neri supermassicci emettono una quantità grande di energia? La risposta, come si è scoperto, è che questi buchi neri “si accendono” quando le rispettive galassie si scontrano. Una dimostrazione del fenomeno si può vedere nella simulazione video sopra, che mostra la collisione di due galassie spirali con buchi neri supermassicci situati nei loro rispettivi centri.

Come spiegato in questa pagina della Carnegie Mellon University, “quando le galassie ed i loro buchi neri si scontrano, si crea un quasar che espelle la maggior parte del gas in un forte vento”. Quello che rimane è una nuova galassia con poco gas ed un grande buco nero supermassiccio.

Quindi, quando le galassie collidono, i loro buchi neri supermassicci si accendono ed emettono grandi quantità di radiazioni. E dal momento che solo una piccola percentuale delle galassie osservate sono in processo di collisione, di conseguenza solo una piccola percentuale di buchi supermassicci neri emette molta energia.

Questo post sul blog di Universe Today da maggiori dettagli ed approfondimenti sullo studio effettuato.

Apollo 13, Hubble, Randi and ashes

Monday, April 26th, 2010

Apollo 13, Hubble, Randi e cenere

[Sotto il post in Italiano]

Many things have happened in the past weeks which are worth writing about. I should have written a post about each one of them but I didn’t have too much time. Here we go:

1) The 40th anniversary of Apollo 13, the third mission intended to land on the Moon launched on April 13 1970. Unfortunately an oxygen tanks exploded damaging the spacecraft and forcing the landing to be aborted. Despite the problems caused by the damage, such as limited power and potable water, loss of heat and excess of carbon dioxide, the crew returned safely to Earth on April 17. It was probably one of the greatest NASA moments. Universe today has created a beautiful series of blog posts called 13 Things that saved Apollo 13.

2) The 20th anniversary of the Hubble Space Telescope. Named after the American astronomer Edwin Hubble, is one of the largest and most versatile space telescope, as well as a vital research tool for astronomy and cosmology. The HST should function until at least 2014, when its successor, the James Webb Space Telescope (JWST), is due to be launched. Hubble’s contributions to the understanding of the universe is priceless, which vary from the measure of the expansion of the universe to the discovery of its acceleration, from proto-planetary disks (proplyds) in the Orion Nebula (evidence for the presence of extrasolar planets around sun-like stars) to the images of galaxies of the early universe (provided by its Deep Field observation). A beautiful post about Hubble, called 10 things you didn’t know about Hubble was written by Phil Plait.

3) A beautiful speech by James “The Amazing” Randi has been published by TED and is a smack in the face of uncritical thinking. Watch it, there is always something to learn from this man.

4) On 21 March 2010, a volcano in Eyjafjallajökull in the south of Iceland erupted for the first time since 1821, forcing 600 people to flee their homes. Further eruptions on 14 April created an ash cloud that paralyzed air travel across Europe.

More to come in the next posts. Stay tuned!

Sono successe molte cose nelle ultime settimane di cui vale la pena scrivere. Avrei dovuto scrivere un post su ciascuna di esse, ma non ho avuto tempo:

1) Il 40 ° anniversario di Apollo 13, la terza missione destinata a sbarcare sulla Luna lanciata il 13 aprile 1970. Purtroppo una bombola di ossigeno esplose danneggiando la navicella spaziale e costringendo l’aborto dell’allunaggio. Nonostante i molti problemi causati dai danni al modulo, quali come lo scarseggio di energia e di acqua potabile, la perdita di calore e l’eccesso di anidride carbonica, i tre astronauti ritornarono sani e salvi sulla Terra il 17 aprile 1970. E’ stato probabilmente uno dei più grandi momenti della NASA. Universe Today ha creato una bella serie di post chiamata “13 cose che salvarono Apollo 13″. La puoi trovare qui.

2) Il 20 ° anniversario del telescopio spaziale Hubble. Dedicato all’astronomo americano Edwin Hubble, è uno dei telescopi spaziali più grandi e versatili del mondo, ma è anche uno strumento di ricerca fondamentale per l’astronomia e la cosmologia. L’HST dovrebbe funzionare almeno fino al 2014, quando il suo successore, il James Webb Space Telescope (JWST) verrà lanciato in orbita. I contributi di Hubble alla comprensione dell’universo sono innumerevoli, e variano dalla misura dell’espansione dell’universo alla scoperta dell’accelerazione della sua espanzione, dai dischi proto-planetari (proplyds) nella Nebulosa di Orione (prove della presenza di pianeti extrasolari intorno stelle come il Sole) alle immagini di galassie che si formano nel giovanissimo universo (immagini ottenute grazie al suo Deep Field). Un post bellissimo su Hubble, chiamato “10 cose che non sapevate su Hubble” è stata scritto da Phil Plait. Vedilo qui.

3) Un bellissimo discorso di James “The Amazing” Randi è stato pubblicato su TED ed è uno schiaffo in faccia al pensiero acritico. Guardalo, c’è sempre qualcosa da imparare da questo uomo (video sopra).

4) Il 21 marzo 2010, un vulcano in Eyjafjallajökull nel sud dell’Islanda ha eruttato per la prima volta dal 1821, costringendo centinaia di persone a fuggire dalle loro case. Altre eruzioni del 14 aprile hanno creato una nube di cenere che ha paralizzato il trasporto aereo in tutta Europa.

Restate sintonizzati per i prossimi post!